Danza Butoh

La danza delle tenebre

L'ideogramma giapponese della parola "butoh" è composto da due elementi:

Ideogramma della parola Butoh

bu = danza 

toh = passo, piede

Letteralmente: danza camminata, pestata con i piedi 

Negli anni Venti alcuni danzatori giapponesi andarono in Germania a studiare la danza europea. 

Al loro ritorno in Giappone fondarono scuole di ballo nelle quali Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, 

i due "padri fondatori" del Butoh, diedero le loro prime lezioni. 

Onho ed Hijikata si incontrarono nel 1954 e fu l’inizio di una cooperazione che durò anni. 

Hijikata avrebbe diretto e realizzato molte coreografie per Ohno. Lo studio di Hijikata divenne il centro del movimento del Butoh.

Un movimento che, però, ha tante facce quante sono i suoi interpreti. 

...Innanzitutto, non tutti considerano il Butoh una danza. Per molta gente si tratta di una particolare forma di teatro. 

Il Butoh mescola infatti danza, teatro, improvvisazione ed influenze delle tradizionali arti dello spettacolo giapponese con la danza dell'Espressionismo tedesco.

La prima rappresentazione di Butoh avvenne nel dopoguerra giapponese.

Anno storico è considerato il 1959. Fu l'anno in cui al Festival Giapponese della Danza, a Tokyo, venne rappresentato "Kinijiki", di Tatsumi Hijikata. 

La performance era molto breve (appena 5 --- cinque --- minuti) e senza musica. 

Fu scandalo. 

La performance traeva spunto da una novella di Yukio Mishima. 

Sembra che le immagini e i movimenti fossero cosi schoccanti ed offensivi che la Direzione del Festival, 

che aveva sponsorizzato lo spettacolo, fece spegner le luci prima che la performance potesse esser completata. 

Le tenebre inghiottirono la scena. 

La parola Ankoku Butoh - poi abbreviata in Butoh - introdotta da Hijikata significa "Danza delle tenebre". 

Il Butoh degli inizi era una risposta radicale all'idea occidentale della danza. Era la giapponese "ribellione del corpo". Era pura provocazione, resistenza contro l' establishment  culturale ed il sistema sociale. 

Era sperimentale, a volte grottesco, a volte assurdo e mistico. 

Oggi, però, il Butoh è molto diverso da quello delle origini, e perciò si parla di New Butoh.

Oggi il Butoh, con il suo miscuglio di elementi giapponesi e occidentali si è allontanato dalle sue origini e si è divulgato nel mondo. 

Ci sono tanti stili di Butoh quanti sono gli artisti che lo rappresentano. 

L'aspetto unificante di tutte le forme di Butoh è la sua spiritualità e la severissima preparazione che l'artista deve possedere per poter realizzare la sua performance. 

Il Butoh ha molto a che fare con la meditazione e l'addestramento delle arti marziali ma anche con la danza nel senso tradizionale, un elemento questo che ha in comune con tutte le forme di arti marziali che hanno origine nell'estremo Oriente.

Alcuni dicono che l'essenza del Butoh sta nel meccanismo attraverso il quale il danzatore smette di essere se stesso e diventa qualcuno o qualcosa d'altro. 

Questa concezione della danza è evidentemente molto diversa da quella convenzionale in cui il corpo del danzatore esprime un'emozione o un'idea astratta. 

La cosa importante non è trasformarsi in qualcuno o qualcosa, ma la metamorfosi in sé, il fatto che ci si trasformi.

Non è dunque la descrizione o la simbolizzazione che stanno alle fondamenta del Butoh. 

E' la metamorfosi. 

E' questa ricerca che costituisce la forza del Butoh.